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CineForum Capannine - MadeinUSA

Paura nel corpo - Intervista a Claudia Llosa

Con la sua opera prima ("Madeinusa"), Claudia Llosa si convertì in una celebrità nel suo Perù natale. Adesso, nel suo nuovo film indaga la paura e l'autostima. Con lei parliamo di questo film, che partecipa nella Sezione Ufficiale del Festival di Berlino.

"La teta asustada", è una leggenda andina?
Negli anni '80, il terrorismo colpì con estrema durezza non tanto la capitale (Lima), quanto i territori andini. A conseguenza di questa onda terrorista nacque la credenza de "la teta asustada": chi soffre questo sindrome, fatto di paura, sente come l'anima se le stia
scappando dal corpo e rimane come impotente e paralizzato.
Molti psico-analisti peruviani hanno individuato questo sindrome nei figli di vittime di stupro.

Paura che fa nascondere a Fausta una patata nella sua vagina...
È per lei uno scudo che utilizza per evitare lo strupro che soffrò sua madre e del quale lei fu testimone "dall'interno".
Questo gesto disgustoso ferma i disgustosi che vorrebbero approfittarsi di lei. Ed è questo per Fausta il perché della patata.
Però il suo atteggiamento ha una base reale. Non che si conosca di una ragazza che abbia utilizzato la stessa tecnica di difesa, ma parlando con numerosi psico-analisti, questi mi raccontarono molti casi simili.
A partire da queste testimonianze, indagando, cominciai a costruire la storia di questa schiavitù emotiva.

Pur non essendo un musical, la musica è una delle protagoniste del film.
Credo che la musica possiede un potere che le altre arti non hanno, perché si dirige immediatamente alle emozioni. Comunica con un metodo sensoriale molto più efficace che le parole e le immagini. Mi appoggio alla musica anche perché credo profondamente nell'importantissima tradizione orale del Perù.
L'inizio del film altro non è che una dissolvenza a nero di due minuti e mezzo, in cui si ascolta la voce di un'anziana che canta in quechua come la violentarono 20 anni prima, mentre era incinta della protagonista. La musica le toglie la paura ed è il suo principale strumento di comunicazione, così come lo sarà anche tra Fausta e Aida (Susi Sánchez), la compositrice in crisi per cui Fausta lavora.

Il tema del recupero dell'autostima è comune a "Madeinusa". Forse i due film compongono un dittico?
Sì. Quando terminai "Madeinusa" scoprì che non avevo detto alcune cose, che non avevo chiuso con questo tema. "La teta asustada" parla dell'autostima e di come una donna riesce a guarire della paura. Per me è anche la metafora del mio paese, Perù.